Kiratech: Considerazioni sull’Emea Partner Summit di Red Hat
Da qualche giorno e’ finito l’Emea Partner Summit di Red Hat a Valencia (2-5 maggio), incontro dove sono state presentate importanti novita’.
La spinta a soluzioni che convergono al cloud e’ forte, anzi, il cloud viene visto come l’unica soluzione praticabile per far fronte alle nuove richieste dei moderni datacenter, ed in questo campo le soluzioni proposte sono all’avanguardia e gia’ sul mercato, basti pensare ad Amazon.
Dire che la virtualizzazione e’ ormai necessaria, e che porta numerosi benefici, non e’ piu’ una novita’, costruire un cloud interno sara’ il prossimo passo, che rivoluzionera’ i concetti di datacenter, per arrivare poi a rendere parti di infrastruttura pubbliche, i public cloud, in modo da portare all’estremo il concetto stesso.
La soluzione proposta da Red Hat e’ basata su kvm, che va a sostituire xen, ma manterra’ piena compatibilita’ con il “vecchio” hypervisor e ne consentira’ l’aggiornamento in maniera trasparente e indolore.
Nel corso dell’anno, e nella prima meta’ del 2011, saranno apportate importanti migliorie a livello di funzionalita’ (storage migration per citarne una), verra’ perfezionato e ottimizzato il protocollo spice portandolo alla piena maturita’, e verra’ riscritta l’interfaccia web rhev manager.
Proprio per quest’ultima la soluzione di virtualizzazione targata red hat aveva attirato qualche critica, in quanto per funzionare ha bisogno di un so microsoft e internet explorer come browser in quanto basata su activex.
La roadmap prevede un agent linux e un client per firefox via xpi, e successivamente il passaggio a java (multipiattaforma) e rendendo rhev indipendente dal mondo microsoft, con l’obiettivo di permettere il controllo di hypervisor di vendor differenti all’interno della stessa interfaccia, garantendone anche la piena interoperabilita’: sara’ possibile ad esempio riallocare una macchina virtuale in esecuzione su vmware in un host kvm e viceversa.
Sono stati poi messi in luce tutti i vantaggi di questa soluzione di virtualizzazione, tra cui le performance superiori agli altri vendor, la sicurezza intrinseca grazie a policy selinux ad-hoc (ricordiamo che all’interno di kvm ogni virtual machine e’ vista dal sistema host come un singolo processo), e soprattutto la certificazione di driver e applicazioni, in quanto non ci sara’ differenza tra ambiente fisico e virtualizzato.
E questo concetto e’ esteso anche al cloud: le applicazioni certificate per rhel e jboss sono compatibili con un cloud certificato.
Un altro punto su cui viene posta l’attenzione e’ il costo, dove il modello a subscription rende semplice la gestione, e il tco complessivo risulta piu’ basso dei competitor, facendo di red hat una soluzione di virtualizzazione ancora piu’ appetibile.
Parlando di hardware, sono state presentate soluzioni basate su UCS Cisco, pienamente compatibili con RHEV out-of-the box, mettendone in luce la scalabilita’ e la possibilita’ di creare gli host a 2 socket con la maggior densita’ di virtual machine grazie ai 384Gb di ram.
Le ultime considerazioni riguardano gli altri componenti che vanno a creare l’ambiente virtualizzato affiancati all’hypervisor, cose note ma che non fa male ripetere: per avere un cloud performante e’ necessario uno storage veloce e una struttura di rete di livello enterprise, basta cioe’ che un solo componente della filiera abbia scarse performance per far allineare verso il basso tutta l’infrastruttura.
L’evoluzione dei datacenter verso il cloud e’ stata definita come il piu’ grande cambiamento dell’IT negli ultimi 10 anni, ed e’ necessario acquisire quanto prima tutte le conoscenze necessarie e mettersi al lavoro perche’ diventi appunto una semplice evoluzione e non una rivoluzione.
A cura di Marco Bizzantino di Kiratech - marco.bizzantino@kiratech.it
VMware ESX still leads the market, XenServer grows almost 300%, Hyper-V grows over 200% says IDC
(from Virtualization.info) – Last week IDC published its Worldwide Quarterly Server Virtualization Tracker for Q4 2009, reporting an increase in the amount of servers used for virtualization.
18.2% of all new servers shipped in the last quarter of last year in fact were virtualized, compared to 15.2% in the same period of 2008. Despite that, the total amount of virtualized servers in 2009 was 5% less than in 2008, with a 14% decline in spending for virtualization hosts.
Virtualization software revenue didn’t go much better:
Worldwide virtualization software revenue for all CPU types declined 10% year over year in 4Q09 to $447 million, thanks primarily to economic pressures and an increasingly competitive marketplace. Virtualization licenses increased 13% year over year and 21% sequentially in the quarter but declined 7% for all of 2009.
HP continues to lead the market with 38% of all virtualization hosts shipments, followed by Dell and IBM. IBM was the only vendor with positive growth in 2009, increasing 1%.
The most interesting news anyway is about the hypervisors market share (our emphasis):
VMware ESX continues to be the number 1 virtualization platform with total licenses increasing 19% year over year in 4Q09. – VMware Server continues to be the number 2 virtualization platform despite declining 9% year over year. Microsoft Hyper-V continued its ascent, capturing the third highest market share by growing 215% year over year, albeit off a small base. Meanwhile, Virtual Server 2005, with the fourth largest share, continued its depreciation with year-over-year licenses declining 29%. Citrix XenServer also showed impressive year-over-year growth of 290% and rounded out the top 5, coming off its third quarter of offering the product for free with certain management functionality. XenServer’s sequential growth was a relatively modest 25%…







